QUA -->



sabato, 24 maggio 2008 ore 19:33
post010postPicGirl



Hey, girl...lo sai.....
...che non puoi imbavagliarmi. lo sai che trovo il modo di gridare. lo sai. la mia voce attarversa la tela. strappa il tessuto. piccola Penelope. io non sono il tuo Ulisse.  Non aspettarmi. lo sai che non torno indietro. tu non puoi avvolgermi tesoro. non puoi scotcharmi. le mie parole bucano, se necessario, la mia voce spara. non ci sono camicie per quello che ho dentro, i bottoni saltano per aiutare la raffica.  vedi che offendo la carne. che davanti muovono e schivano. è tutto così molle per me, troppo molle.  io non temo. io credo. è una vile lamento la loro preghiera.  Lasciati almeno tu risparmiare. Lascia questa folla di foglie morte.  Piccola. eri la goccia di una marea che ho trovato aggrappata alla sabbia, non farti assorbire dalla risacca. lo sai che non sono così. babe, you know... che schivo ogni corda. la schifo. lo sai che ogni fune che mi lega per segare i polsi è fatta per ricordarmi il sangue. 
Piccola, you know...
...i can fly, now.


I can fly alone .

dentro la foto: my paint gp004 (smalto su tela 100x100 - part. mod.)
dentro la musica: Nude - Radiohead [in rainbows]

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giovedì, 22 maggio 2008 ore 18:29
post9postPicViaggiare3
a sinistra cementogrigio monocromatico. i colori corrono tuttadestra. verdealbero giallograno grigiorosso guardrail. davanti il punto fisso delle vie di fuga dove non arrivo mai. o arrivo sempre. dipende. bastano pochi minuti e tutto si somma nero, il colore che risulta aritmetico ad ogni giro di sole. otto in matematica senza aver capito quest'oscura equazione. l'abitacolo stretto si muove veloce a luci spente. lucio è spento da un pò dentro la sua cassa saldata in legnometallo. mi viene in mente questo. ma la mia cassa destra accesa funzionante dice di no. che non è così. dice che lucio è vivo e sta lì dentro ed è presente e vuole farsi sentire che c'è e mi ulula almeno cento gigawatt sopra il tappetino per ricordarmelo. il volume è così alto che per la potenza la macchina mi tende a sinistra. non credo nella convergenza  ed equilibratura dei pneumatici.  ma credo alla forza della musica, e alla sfiga. per cui quando lo spartitraffico mi si avvicina pericolsamente alla mano sinistra, tanto da accendermi il sigaro spento, lo guardo, ringrazio per la fiamma, e abbasso il volume sterzando contemporaneamente a destra. salvo per poco. la mia mano da sull'azzurro. forse si è congelata. la tengo rigorosamente fuori dal finestrino per sentire che aria tira ma mi sa che è rimasta fuori troppo a lungo.

c'è aria di neve il ventuno di maggio.

attacco il climatizzatore e giro la manopola su superwarm, così si scongela e in trenta secondi è di nuovo primavera. penso questo mentre sulla statale assassina pontina cala improvvisa la notte. eclissi  totale di lampione. cazzo ci mancava anche questa. il diluvio scende non universale. non sistema solare. ma neanche terrestre se è per questo. una pioggia così non si vedeva dai tempi dei dinosauri. penso a un t-rex che mi taglia la strada inseguito da un velociraptor. se non ti tieni sveglio in qualche modo questa maledetta striscia d'asfalto, che tira troppo dritta da roma a latina, ti addormenta di colpo.  "si, viaggiare".  anche se piove. "evitando le buche più dure". ce la metto tutta. ma sono più pericolosi i guardrail e i flash che ti verniciano la macchina bianca e ti abbagliano gli occhi. questo la canzone non lo dice. alzo di nuovo il volume. dai lucio. fammi strada. illumina di note la notte. "anima latina". si, questa ci porta spediti in centro città. va dritta al cuore. veloce come uno sparo. ecco "le grosse donne antiche dalla pelle marrone" sul ciglio destro accanto alle sedie di plastica bianche con gli ombrelli rossi stonati  girate vergognose verso la campagna colpevoli "che nessuna forza per quanto potente potrà veramente piegare" forse. ecco la scritta luminosa "bevi cocacola" che scende sulla lamiera dell'insegna del supermercato indugiando.  ecco, bevo cocacola. lucio vive. la sua anima. latina. eccola. sono vivo anch'io.
E questa è casa.
E questo è quanto.     

dentro la foto: NY - in taxi by night
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sabato, 17 maggio 2008 ore 16:12
img_fori_proiettile






Bang.
Ti ho detto, bang.







dentro la foto  : Bang bang
dentro la musica: Bang Bang - Nancy Sinatra [Kill Bill- theme]
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mercoledì, 14 maggio 2008 ore 13:12
post8postPicTosca

Sono solo stasera. Anzi no. La solitudine non esiste. Mi accompagno ai soliti amici di quando sei assente. Il Toscano originale invecchiato dodici mesi, quello nella confezione lunga da due con l'anilla tricolore larga e il capote marrone scuro che lo fascia esterno e irregolare e che ha la tripa  bella compatta che lo riempie un pò alle due estremità e un pò di più nel mezzo; siamo io lui i miei piedi nudi e le tue scarpe in disordine sul mio tappeto persiano rosso. Ascoltiamo la musica forte; Lenny che strilla, Lenny che suona da dio, Lenny che prega e attraversa le casse col suo umore intimo e nero. Una delle mie infradito al petrolio con la bandierina brasiliana tatuata sopra tenta un approccio impossibile con la tua scarpa verde col tacco da dieci. Non si rende conto; mi fa sorridere come quando vedo un chihuahua
tentare di accoppiarsi con un alano. Il fante di cuori invece stasera non esce; riposa nel mazzo insieme ai cavalli, così il re e le regine se ne restano in camera loro ed è probabile che dopo, si ballino un tango. Io no. Mi immagino la vita di corte mentre lavoro di mano affondando sul mio divano di pelle. Sbuccio l'involucro, lo tiro fuori e me lo giro un pò tra  le mani. E' un lungo affare per cui decido di tagliare. Lo affero nel punto giusto e con un colpo secco gli sferro un taglio alla Bobbit. Troncare un Toscano originale fa sempre un certo effetto. Devo chiedere ad una donna esperta di sigari, cosa prova nel farlo, ma non ci sono bipedi femmina intorno; devo avere l'aura settata su maledetto per cui le anime dritte, stasera, se ne stanno alla larga. Ci fosse almeno la vicina o il suo amante che l'aspetta di sotto ogni martedì sera o una sua zia o il portiere o il postino o un cane o una cagna qualsiasi con cui poter fumare bere o ridere un pò stanotte; ci fosse almeno il mio cane ad insegnarmi a ululare alla luna. Ci fossi tu.
Il mezzo sigaro rimasto lo tengo da parte per la prossima volta in cui il cielo si sentirà orfano dei randagi dall'ugola attiva. All'altezza di "I build this garden for us" mi ricordo di avere un  balcone. Esco fuori, afferrando un bicchiere e il vetro prezioso del mio ottimo Porto, scalzo con i boxer di Adri e Ifi decorati in bianco e nero con improbabili posizioni del kamasutra che stasera hanno l'aria stonata. Mi affaccio su vista parcheggio mentre un'arietta fresca mi solletica le braccia ed un lampione indeciso si accorda intermiitente col suono che viene da dentro. Acceso. Spento. Ce la fa. Non ce la fa. Ma è più acceso che spento per cui ce la fa. Forse sopravvive ad un altra nottata. Io, intanto,  mi metto al lavoro; mastico il tabacco, lo sputo, aspiro il mio sigaro spento. Penso alla possibilità di installare una sputacchiera condominiale per legge. Poi apro la bottiglia che ho rapito alla polvere dello scaffale e gli restuisco la dignità che la natura le aveva donato ed il destino poi tolto facendola finire ad invecchiare nella mia cantina del cazzo.
Stappo il cimelio impolverato alcolico buono con la gradazione che stona e riempio il bicchiere. Mi giro tra le mani il Toscano arrossandogli la punta con la fiamma sincera del fiammifero in legno. Ma il vento dice di no, che non si può fare. Quindi uso il Ronson. Non c'è un anima. "Fallo. Fattelo" , mi ripeto, mentre aspiro sbuffo bevo e aspiro e sbuffo e bevo, e lo faccio per bene come una fottuta scimmia ammaestrata. Lascio che bruci lentamente e che piano si trasformi in dense avvolgenti spirali di fumo bianco. Il Toscano originale è un sigaro di carattere. Ha le palle. In effetti....pensandoci....dovrei smetterla di ficcarmelo in bocca.
Nel frattempo è arrivato Robottino. Passava di qua. See. A chi lo racconta. Lo so che gli urge la vita e vuole sfruttarmi il fascino ed andare in un pub. Scende dalla familiare col passo disarmonico che struscia l'asfalto raschiando l'atmosfera che avevo creato. Lui fischia. Io fischio. Mi dice: "Belle mutande. Hai del finocchio. Che fai scendi?". Mi chiedo se l'ironia sia dovuta davvero alle mutande o abbia qualcosa a che fare col mio sigaro e i suoi attributi. Poi sbuffo, alzo il bicchiere brindando  alla sua macchina nuova e rispondo sarcastico: "Scendo. Bello il furgone. E'nuovo?". Lui rosica, lo so. Io, no.
Non esiste la solitudine. E pure se fosse, non ci sto così male da solo. Le carte le scarpe il mio sigaro e il Porto.
Ognuno è solo.
Ma tu, no.
E forse neanch'io.

dentro la foto: Toscano Originale in posacenere metallo Ikea su divano pelle Ikea   
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mercoledì, 07 maggio 2008 ore 13:35
post7


postPicTesor






.... vederti sorridere acca ventiquattro intorno ai tuoi trentadue denti bianchi,  impedire al giorno di superare la notte di ogni openbar danzante, regalarti un giorno di primavera dentro ogni gelido inverno,  farti ridere e basta a crepapelle,  cancellare il ventinove gennaio e ogni ventitrè marzo, allungare il ventotto dicembre, barattarmi col mio clone migliore per offrirti il gesto di un tulipano al giorno, capire il tuo ego a favore di luna, fermarti nel punto più alto di questo giro sull'altalena.

Se solo potessi lasciare fuori dalla tua vita ogni incomprensibile passaggio fermando il colore nelle impressioni di settembre.

dentro la foto: luce di te e il tuo maglione verde benetton nelle impressioni di settembre
dentro la musica: Remedios - Gabriella Ferri [Saturno Contro - theme]

 
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Utente: gianlucapez
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