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martedì, 21 ottobre 2008 ore 15:27
Tornato dallo tsunami. Già che c'ero, ho dato una sistemata al blog. Un saluto a chiunque. ;)  
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martedì, 07 ottobre 2008 ore 20:45
postOspitiDamiani
Oggi è il turno di Salvatore Piombino (alias Damiani) autore di  Separazione XY - un interessante blog che parla di Libri Cinema Stile Musica Serialità Televisione Cultura Pop ed altro. Da vedere e da leggere, iniziando da questo racconto.

dal Blog di Separazione XY - martedì, 07 agosto 2007


Summertime 7/9 - Do you rember the red swimming pool ?

La calura del pomeriggio ha spinto la maggior parte delle persone a chiudere finestre, tende e persiane in modo da impedire al benché minimo raggio di sole di entrare a violentare i corpi stanchi e sfatti dall’estate sull’isola. Attraverso vie, strade, borghi pieni di sabbia, strade di campagna affollate da aranceti dai colori saturi e uliveti immersi in una polvere di terra rossa e fina.

Corro.Fuggo. Alla tua mercè.
Mi inginocchio di fronte alla tua bellezza bruciata da sole. bacio le tue ginocchia e le tue caviglie in ricerca di respiro. Di pace. Poggio la fronte sul tuo grembo mentre mi sussurri parole fallaci, grinzose e dal sapore acido e lenitivo. Sento le spalle arse nonostante mi sia immerso nell’acqua turchese della piscina a mezzaluna. Osservo i bordi carminio del tuo costume mentre ti avvicini coi bicchieri colmi liquido denso e rosso. Penso al Prazene al sicuro nella sacca sul sedile posteriore della macchina e vorrei urlare di dolore. Mi abbandono al suono delle tue labbra che schioccano, della mia pelle martoriata dei tuoi capelli biondissimi sul pelo dell’acqua. Soffoco immerso in liquido asettico. Sento tremare le palpebre mentre ti imploro di finirmi. Di annullarmi. di lasciarmi fuggire. Socchiudi gli occhi in una risata argentina e mi porgi da bere. Guardo accecato il sole pomeridiano tra le fronde delle palme da dattero. Sento la pelle, i tessuti che si frazionano mentre poggio la schiena alla parete della piscina e cerco di comprendere.
Comprendere a dare un nome.
Alle tue mani sapienti.
A te.
A noi.

Un racconto di Damiani :: (seguono note biografiche) ::


Damiani, nato a Palermo nel 1983, all'età di diciotto anni vola a Roma per studiare Sociologia della Letteratura all'Università “La Sapienza”. Qui incrocia per la prima volta i romanzi di Pier Vittorio Tondelli, studia le radici del genere noir, la fotografia contemporanea, il minimalismo americano e le scritture dei giovani autori italiani degli anni Novanta. Nel dicembre 2007 è tra i relatori delle «Giornate Tondelli» a Correggio con un saggio sul giornalismo musicale dello scrittore emiliano. Attualmente scrive e lavora nell'amata Sicilia.




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mercoledì, 01 ottobre 2008 ore 10:46
postOspiti2


Il blog di C. De Vincenzo inizia così: "Sono Beth, e muoio spesso. La morte è lentissima, oppure è un lampo". Andate a a dargli un'occhiata. Ci trovate i racconti di tutte le volte in cui la protagonista è passata a miglior vita. Quello che segue, è una di quei racconti.

dal Blog di Bethmuore - giovedì, 29 maggio 2008

Mi sveglio, sento che c'è qualcosa che non va. Non vi racconto balle, l'impressione è che non ci sia più il letto sotto di me. Mi viene mal di stomaco, storco la bocca per il disgusto, ma ho ancora gli occhi chiusi.
Serena nella certezza del buio che dovrei vedere attorno a me, l'istante in cui apro gli occhi passa quasi inosservato. Nella mia vita avrò alzato le palpebre tante volte quanto ho respirato, credo. Ma stavolta l'unica cosa certa è proprio quella che manca. Mi ritrovo in aperto cielo, in camicia da notte. Non ci sono parole più belle per dirlo... sto volando. Mi godo la vista dall'alto, le luci accese in città. Non è un film americano, non ci sono aerei o elicotteri che dicono "oggetto volante non indentificato" o tutte quelle stronzate lì. La verità è che non mi nota proprio nessuno, perchè la gente non guarda mai il cielo a meno che non voglia una risposta alla domanda "devo tirare lo stendino dentro perchè pioverà?".
Comunque fluttuo, dicevo. Sorrido, è assurdo e "perchè è capitato proprio a me? ma è reale? come finirà? potrò rifarlo?" Come sono ingenua certe volte. Questo è un blog di morte e io sono ad almeno 700 metri da terra, cazzo.  Come credete che vada a finire? Comincia una lenta, lenta discesa.  Dolce. Sembra quasi che sia io a volerla. Ma in questo gioco io non comando un emerito cazzo. La discesa diventa più frenetica ogni istante e quando supero la cima dei palazzi più alti, mi fisso sulle persone che sono giù.
Quello lì sembra proprio il mio uomo.  Che. Fa. Sesso. Con. Una. Altra. Donna. In un parco di notte... ma dai... a me non mi ci ha mai portato in un parco di notte a scopare. Ehy, sapete? Forse c'è qualcosa che posso controllare: il posto su cui atterrare. Ti sto puntando, baby.  Tu e la tua amichetta non vi aspettate che io piombi letteralmente dal cielo, eh? Bhè, io stasera non mi aspettavo tante cose. Non mi aspettavo di volare, non mi aspettavo che tu mi tradissi ma che vuoi farci. Sono cose che capitano. Ti urlo addosso quando sono a 5 metri da te. A 4 metri vedo la tua faccia spaventata. 3 sono i metri quando la stronza alza il viso e urla. La consapevolezza che il mio urlo è di odio e non di paura arriva quando mancano 2 metri.
1 solo metro mi separa da te, caro. 
Allo scoccare dello 0 siamo morti tutti.

Ma solo perchè stavo volando sopra di te...

un racconto di C. De Vincenzo

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