via. via tutto. tutte le vostre pecore rossazzurre e i giardini verdi delle vostre case recintate con muretti bassi di pietre nere e gli spicchi di sole che si fanno luce sul campo combattendo nel cielo tra le nuvole cariche del nero portato dai corvi e lo spirito guerriero dei celti. via i fiordi mimetizzati tra sassi e torbiere. via le 4 verita' della birra mischiate allo yeast con cui trasformate in crema la schiuma facendomi credere che non sia solo un caso. via ogni colazione a base di uova e pancetta e l'idea che tutto sia quotidiano. via la normalità della guida a sinistra - i comandi a destra - i roundabout. via il ritmo dello shannon, lento come il centro dei vostri villaggi. via tutto. compresi i pub trasformati in tempi e i vostri capelli gialli e i vostri capelli rossi.
via. mi porto via tutto.
ma non frugatemi dentro le tasche. non ho sassi ne gingilli da mostrare. se cercate qualcosa - solo - provate a investigarmi il cuore; allora si, scusate, ho amato l'Irlanda e mi sono preso tutto il mio Connemara. E un pò di pane tostato.
dentro la foto: Io e l'Irlanda (non sono quello con le orecchie lunghe nè quello con le chiappe pitturate di fresco)
dentro la musica: